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18 settembre 2012 / Mix

Il primo uomo bionico

Steve Austin, astronauta, un uomo vivo per miracolo. Tutto rotto però: le gambe, il braccio destro e l’occhio sinistro andati. Lo potevano ricostruire, avevano le adeguate conoscenze tecnologiche, e lo fecero. Divenne migliore: più forte, più veloce. Alla fine degli anni ’70 serviva, essere più forte, più veloce. Costo dell’operazione: sei milioni di dollari. Un prezzo talmente onesto che qualcuno pensò a parti di ricambio di seconda mano, provenienti da un precedente uomo bionico malriuscito e mai pubblicizzato. In pochi credettero a questa versione dei fatti, e in tutta fretta si precisò che sei milioni era la cifra senza la manodopera. Quando Steve Austin iniziò a saltare reticolati alti 3 metri, correre come Beep Beep e leggere un Oscar Mondadori lontano da una fonte di luce ottimale, tutti dimenticarono quelle strane voci.
Oggi, a quasi quarant’anni di distanza, l’apertura al pubblico dell’archivio segreto della ABC rivela una sconvolgente verità: Steve Austin non fu il primo uomo bionico. Prima di lui, Jack Steel, nel 1970, dopo uno spaventoso incidente golfistico, era stato sottoposto a un’operazione simile a quella che poi subì Steve Austin. Il pubblico della ABC però nel 1970 non era interessato a uomini forti e veloci, voleva una fantascienza a portata di mano, un po’ da ufficio e un po’ casalinga: quotidiana. Così i dirigenti di rete decisero che Jack Steel non dovesse avere un braccio super forte, ma un braccio aspirapolvere, un telefax e un accendino incorporati, e potesse inoltre conservare un sandwich con tacchino per una settimana senza che ammuffisse. Fu girato un episodio pilota, intitolato “Questa casa non è un albergo”, che fu proiettato presso il bunker della ABC davanti a un pubblico appositamente selezionato. Fu un vero disastro: ancor prima che l’episodio giungesse al termine 3 spettatori se ne andarono, rinunciando al compenso di 10 dollari. In 2 si addormentarono, una signora vomitò (ma non è confermato che la cosa fu scatenata dalla visione) e in parecchi lanciarono insulti e popcorn in direzione dello schermo. Nei questionari post-visione, risultà che il telefilm era piaciuto solo a una casalinga di Voger, Tennessee.
Il progetto fu così accantonato, almeno per il momento; Jack Steel fu smontato e i suoi pezzi conservati nel magazzino degli effetti speciali della ABC. Leggenda vuole che alcune sue parti siano state usate per la serie “Casalingo Superpiù”.

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2 commenti

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  1. sekundar / set 19 2012

    Commozione! A parte questo, perché Tennessee?

  2. Mix / set 19 2012

    In Tennessee ci sono i paesi coi nomi più strani, tipo Chattanooga.

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