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24 aprile 2012 / Mix

Kuhniano

Gli scienziati bisogna proprio che si aggiornino. Lo devono capire, che non siamo più nel 1600, ai tempi di Stevino, quando il mondo era piccolo e pieno di contenitori molto vicini fra loro, e allora sì che ci voleva un attimo a metterli in comunicazione, e tener sempre tutta l’acqua allo stesso livello.

Il mondo è cambiato, sono passati quattro secoli, ci sono nuove esigenze, si può mica star sempre lì a mettere in comunicazione tutti i vasi di cui abbiamo bisogno, si può mica ragionare sempre nei limiti di un tubo che connette secchi, silos, termos e compagnia bella. Nell’epoca delle reti, ormai, sa di ridicolo.

Vasi comunicanti (Communicating Vessels)

È necessario un cambiamento di paradigma, una rivoluzione scientifica localizzata, che apra l’idrostatica a nuovi e fecondi orizzonti, perché dalle ceneri di questa disciplina snobbata anche dagli idraulici nasca un’area di studi e tecnologica al passo coi tempi, la teleidrodinamica. E il primo passo, in tale direzione, è l’evoluzione del principio dei vasi comunicanti in principio dei vasi comunicanti senza fili (WCV, Wireless Communicating Vessels).

Vasi comunicanti senza fili (Wireless Communicating Vessels)

Perché finisca l’epoca del dare l’acqua alle piante una pianta alla volta, o del dover andare a bancone per farsi riempire il bicchiere, o dal benzinaio per fare rifornimento (basta col paradosso del consumare benzina per andare a fare benzina! basta!), perché finisca l’epoca della gente che muore di sete nei paesi poveri, mentre noi qui siam a fare i gavettoni, per questi e molti altri motivi, il principio dei vasi comunicanti wireless deve essere quanto prima teorizzato, modellizzato, testato, verificato, confermato, approvato e divulgato. E applicato ovunque.
E poi, casomai, si penserà alla teoria delle stringhe.

 

 

 

 

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2 commenti

lascia un commento
  1. sekundar / apr 24 2012

    Attendo il post lakatosiano

  2. Mix / apr 24 2012

    Appena butto giù un programma di ricerca.

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