Metal Gear Jesus
C’era questo gioco, Metal gear solid, girava sulla Playstation, è uno dei pochi giochi che ho finito, almeno sulla Playstation, non la mia, che io non l’ho mai avuta, ma quella che avevamo in comune coi coinquilini, all’università. Eravamo tutti amici, noi coinquilini, allora ci davamo un sacco di botte a Tekken 3, e io finii Metal gear solid e Final fantasy 7, su quella Playstation, quando non era occupata da un pestaggio, e devo dire che di entrambi questi giochi ho un ricordo splendido, perché erano coinvolgenti, anzi, giocabilissimi, come si dice nel campo delle recensioni di videogiochi, leggevo un sacco di recensioni e giocavo a pochissimi giochi, probabilmente mi piaceva leggere più che giocare.
Metal gear solid, ancora mi ricordo i nomi di alcuni personaggi, o dei pezzi di dialoghi, li avrò sentiti centinaia di volte, a forza di tentativi, perché era un gioco ben difficile, MGS, un’altra cosa che si usa in quel campo lì sono le sigle, e ripetevo e ripetevo certi livelli, e soprattutto i famosi mostri di fine livello, e mi ricordo Revolver Ocelot, che era uno specialista con le pistole, e mi ricordo Otacon, che però era un amico, lo si contattava via radio ogni volta che c’era da capire cosa fare, era una specie di superesperto informatico e di telecomunicazioni, un angelo custode nerd in un mondo di pericoli.
Verso la fine di Metal gear solid, prima del mostro finale, un robottone di 4 piani che aveva laser, missili e piedi d’acciaio schiacciagiocatori, si incontrava Gray Fox, un frullato di ninja e Venom, il personaggio della Marvel, anzi, si re-incontrava, perché un paio di volte, durante il gioco, si era fatto vedere, senza mai svelarsi, e mi pare di ricordare che a un certo punto ci si combatteva anche, contro Gray Fox, e che sì, era davvero in gamba come avversario, però d’un tratto spariva e a voi rimaneva il dubbio, se era buono, se era cattivo, o chissà cos’altro. Alla fine, prima di affrontare il robottone, si capiva che era buono, o quantomeno dalla vostra parte, cioè dalla parte di Solid Snake, che è il nome del personaggio principale di MGS, impersonato da voi, cioè da me, e non solo si capiva che era un amico, ma vi aiutava anche contro il robottone, all’inizio dello scontro, poi il robottone lo schiacciava, così è la vita, e mentre muore, ucciso dal mostro finale, Gray Fox racconta la sua storia, di quello che gli è successo, e vengo a sapere che era un soldato come me, cioè come Solid Snake, e che ne ha viste tante, tutte brutte, perché era una specie di macchina programmata per uccidere, e le sue ultime parole sono
Ora, di fronte a te, posso finalmente morire. Dopo Zanzibar, ero fuori dalla battaglia. Né completamente vivo né completamente morto… Un’ombra incapace di morire in un mondo di luce. Ma presto, tutto questo finirà… finalmente.
e quel Né completamente vivo né completamente morto mi è rimasto in testa per tutti questi anni, dal mostro finale di Metal gear solid a oggi, oggi quando a un certo punto ho pensato che così, né completamente vivo né completamente morto, doveva esserlo Gesù il sabato compreso tra il venerdì santo e la domenica di pasqua, perché, potrei ricordarmi male, come del resto per Metal gear solid, non mi risulta che sia scritto da qualche parte cosa gli succede, quel momento lì, e non so magari sale in cielo o robe del genere, anche se poi, quando succede sul serio, la cosa è parecchio esplicita, e invece qui la cosa è lasciata all’interpretazione, così mi sono fatto quest’idea, della situazione di Gesù in quel breve lasso di tempo, breve per chi è vivo, per chi è morto forse è lunghissimo, ed è uno stato d’incertezza, di sospensione, del non si capisce cosa succede, mezzo di qua mezzo di là, o addirittura tutto intero ma in un posto e un tempo che non ne sappiamo niente.
Magari qualcuno può dire Sì però Gray Fox era già in una specie di limbo, e ha ragione, perché come organismo nel senso proprio di carne e ossa era vivo e vegeto, anche piuttosto in forma, ma come persona era già a metà strada, e allora lui quando vi aiuta e muore, è contento di morire, di lasciare questo stato a metà strada da tutto, mentre Gesù in questa condizione ci si ritrova dopo morto, cioè, mezzo morto, bisognerebbe dire, e ci sta giusto un paio di giorni, mentre Gray Fox, a metà strada, ci ha vissuto parecchi anni, e desidera la morte con tutto se stesso, e allora vuol bene sacrificarsi per aiutarci, per aiutare Solid Snake, noi giocatori, e anche la storia di Gesù è un discorso di sacrificio, sempre e comunque per un gruppo specificio, che non sono i giocatori di Metal gear solid alla Playstation, ma i cristiani, anche se questo tutto sommato è un dettaglio di poco conto.
E secondo me, parallelismi tra i due, ce ne sono altri, bisognerebbe approfondire.


Belli ricordi, il Metal Gear Solid. La mia favorita era Sniper Wolf, quella franco tiratrice del Kurdistan, senza terra e con la sua mentalità quasi nichilista. O come dimenticare la sessione di tortura di Revolver Ocelot, oppure la battaglia contro Psycho Mantis…
Tutti avversari degni (oddiomio, Psycho Mantis!).