Proposta definitiva per aumentare il romanticismo negli uomini
Che le donne lamentino un’assenza o comunque una grave scarsità di romanticismo negli uomini è cosa risaputa. I numerosi tentavi messi in atto negli anni per risolvere questo sentito problema hanno avuto esiti a dir poco scarsi. Anche la più recente soluzione tentata, nonostante l’impegno e le risorse messe in campo, è stata un buco nell’acqua. Ci si riferisce ovviamente al bombardamento che la cinematografia mondiale, con quella hollywoodiana in prima linea, ha effettuato usando le commedie romantiche. I cinema di tutto il mondo portano ancora i segni delle tonnellate di lieto fine sganciati sul pubblico. Le potenti raffiche di trame melense non hanno risparmiato nessuno, compresi inermi e innocenti spettatori che, traditi da trailer montati ad arte da subdoli esperti dell’intelligence, si erano recati in sala convinti di assistere a una qualche innocua commedia brillante. Nonostante l’alto numero di vittime, megatoni e megatoni di sdolcinati intrecci non sono riusciti nell’intento d’inoculare negli uomini anche solo una parvenza di spirito romantico.
Così, anche affinché cessino queste terribili stragi e si possa tornare a frequentare le sale cinematografiche in tutta sicurezza, ma soprattutto per porre la parola fine a un problema che il genere femminile della specie umana si trascina fin dalla fine del XVIII secolo, si offre qui una soluzione basata sulla magnitudine e sulle dimensioni angolari dell’oggetto astronomico che è simbolo impareggiabile del pensiero romantico: la Luna.
Si propone qui infatti di avvicinare il nostro satellite naturale a una distanza tale che anche il più rozzo e freddo degli uomini non possa sfuggire all’irradiazione di romanticismo che da lì proviene: affinché anche lo stolto, al di là del dito, sia costretto a osservare la Luna, e ceda alla sua visione, sconfitto.
Le operazioni da effettuare sono così semplici e il risultato a tal punto garantito che di certo a posteriori ci si chiederà come siamo potuti essere così sciocchi da attendere tanto a lungo prima d’impegnarci nell’impresa. Non serve altro che un cavo, sufficientemente robusto e lungo, da tendere fra la Terra e il satellite, ben agganciato sul nostro pianeta, in un luogo che non dia troppo fastidio, ma con uno sgancio rapido, e poi una missione spaziale che vada a fissare l’altro estremo. Dopodiché il resto del lavoro lo farà la natura, che con la rotazione dei due corpi celesti e il conseguente arrotolamento del cavo porterà la Luna a una distanza finalmente minore dei soliti e troppi 360-400mila chilometri. A quel punto, stabilita precedentemente da una commissione internazionale di astronomi e poeti una distanza opportuna, si procederà allo sgancio nella posizione desiderata.
Si fa notare che ne conseguirà anche un risparmio, in termini di carburante, per le missioni spaziali dirette sulla Luna.


Il comandante Koenig, il 13 settembre 1999, ha sperimentato la soluzione opposta.
Infatti. Forse la vista della Terra non suscita alcun romanticismo. Il che spiegherebbe le divise :)
http://www.scribd.com/doc/73107117/1/La-distanza-della-Luna
Calvino, ho un sacco di roba sua da leggere che prende polvere; sta lì da un po’, perché ho paura che poi, davanti a tanta maestria, non avrò il coraggio di scrivere nemmeno più i pensierini delle elementari.